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In Africa, come altrove, non ci può essere democrazia senza alternanza

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La società civile organizzata di alcuni paesi africani quali: Gabon,Congo Brazzaville, Togo, Camerun, Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno realizzato un approfondito esame della situazione africana in relazione allo  sviluppo e consolidamento della democrazia. I risultati, presentati nel rapporto ci dicono che le aspirazioni democratiche dei cittadini africani sono ancora vive, anche se il mondo occidentale in particolare, continua a guardare all’africa come un luogo di popolazioni indistinte, passive, da soccorre o aiutare.

Il processo di democratizzazione africana non è compiuto, anche se facciamo finta di non accorgerci. Le  manifestazioni popolari a favore della democrazia e dell’alternanza  sono susseguite in questi anni , ma anche represse dai governanti, sono passate sotto traccia, in silenzio per lo più. Le manifestazioni che hanno prodotto un cambiamento effettivo in senso democratico come quella del Senegal nel 2012, quelle del Burkina Faso nel 2014 e quella della RDC dell’inizio 2015, dimostrano tutta la vivacità e la volontà dei cittadini di voltare pagina e farla finita con i regimi autoritari che gestiscono il potere come monarchi assoluti.

La democrazia dell’alternanza è possibile anche in Africa e l’Europa farebbe bene a sostenere  e proteggere.

La mancanza di alternanza non è una questione culturale africana, come spesso vogliono farci credere i dittatori. Al contrario sono disegni di potere organizzati e spesso sostenuti, anche da potenze esterne (Stati e Multinazionali) , che hanno tutto l’interesse a non cambiare. Questi sistemi politici sono organizzati in modo tale da monopolizzare il potere e la ricchezza. In questo sistema i benefici sono ripartiti tra i dirigenti in carica e  i loro clienti: tra cui Stati e investitori stranieri mentre, al contrario, la popolazione è presa in ostaggio.

Se i colpi di stato militare sono ormai condannati in modo unanime, non così avviene per quei “colpi di stato” organizzati in modo tale da non garantire sistemi di alternanza democratica nella gestione del potere a beneficio dei cittadini. Questi sono colpi di stato contro le istituzioni, la finta democratizzazione che nasconde regimi autoritari sostenuti anche da una amichevole pressione straniera.

La democrazia per essere vincente ha bisogno dell’alternanza, per questo in tutto il Sahara meridionale la società civile ,che ha capito il valore della democrazia, è scesa in questi anni a manifestare nelle piazze per il desiderio di una effettiva libertà.

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