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L'Africa non esiste

minerali 4

Il punto di vista dello scrittore Biondillo che attraverso numerosi viaggi in Africa come cronista o a seguito di organizzazioni umanitarie, cerca di restituire l’immagine dell’Africa ripulita dall’opacità degli stereotipi.

l libro di Biondillo è una raccolta molto omogenea e compatta di pezzi scritti per giornali e settimanali – non somigliano neppure alle Avventure in Africa (1998) di Gianni Celati, vera messa in discussione del mito turistico, diario di appunti nell’Africa dei Dogon, zaino inafrica non esiste spalla, nell’altalenante ricerca di se stessi. Biondillo è un viaggiatore post-post-coloniale, appartiene all’epoca delle Ong. Arriva in Africa principalmente per vedere di persona esperienze di organizzazioni italiane che vi lavorano da tempo, invitato da loro. Nel frattempo ci sono state guerre civili terribili, i migranti diretti in Europa, la caduta di tanti regimi, l’arrivo dei Cinesi. Scegliendo un titolo manganelliano – nel 1970 Manganelli aveva scritto un lungo testo Viaggio in Africa rimasto inedito –, Biondillo vuole dirci che non è più il caso di cercare quel continente che abbiamo in testa con i suoi miti ancestrali: il selvaggio, il primitivo, la povertà, l’indigenza. Non che non ci sia anche questo, ma quello che il giallista milanese scopre nelle sue reiterate trasferte in Mali, Ciad, Etiopia, Eritrea, Somalia, Egitto e Libia, è un contenente che sta trasformandosi profondamente, che cresce tra mille contraddizioni, e che ben presto farà sentire, nonostante l’indigenza presente, la propria voce.  

L’Africa non esiste, Gianni Biondillo ed. Guanda

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