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Coronavirus: l’evoluzione della pandemia in Africa

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Il continente africano è ora interessato dalla diffusione di Covid-19, in questa mappa interattiva della situazione al 17 marzo . 

Fino ad ora i contagi sono limitati e il panico non si è diffuso nelle città e nelle bidonville o slums di Nairobi, Lagos, Johannesburg. La concentrazione della popolazione urbana  sarà il vero problema. Difficile contenere il virus se l’unica forma di prevenzione è il distanziamento sociale.

I leader africani, non tutti hanno comunque iniziato a preparare le popolazioni dei loro paesi per far fronte alla pandemia. Il Senegal ha vietato le riunioni pubbliche, com prese quelle religiose. Il Sudafrica ha dichiarato disastro nazionale e ha chiuso metà dei suoi confini. La Libia ha chiuso il suo spazio aereo. Il presidente Paul Kagame del Ruanda e il promo ministro Abiy Ahamed dell’Etiopia hanno pubblicato video sui social media di se stessi che si lavano le mani. In Burkina Faso, il governo ha chiuso scuole e università e messo al bando le riunioni pubbliche, ma non alle riunione religiose.

Gli esperti hanno spiegazioni diverse sul perché il Covid-19 non ha ancora colpito duramente l’Africa: alcuni sostengono che è più lento a diffondersi in climi caldi, altri che i collegamenti internazionali relativamente limitati del continente lo hanno rallentato. Nel continente non è passato inosservato che la preponderanza dei casi abbia avuto origine in Europa e negli Stati Uniti. La scorsa settimana, dopo che il Kenya ha annunciato che il suo primo caso di coronavirus  è stato quello di una donna  proveniente  dagli Stati Uniti via  Londra  , circolavano voci sui social media secondo cui gli africani erano immuni al virus, voci prontamente smentire dal ministro della Salute Mutahi Kagwe, che ha precisato che la donna in questione era africana.

Molti paesi africani hanno organizzato presidi di sanità pubblica sulla scia dell’epidemia di Ebola iniziata nell’Africa occidentale nel 2013 e l’Unione africana ha istituito i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, che coordina la lotta contro le epidemie. “L’epidemia di Ebola è stata un campanello d’allarme per l’intero continente che hanno messo in luce la debolezza dei  sistemi di sanità pubblica e dei sistemi sanitari nel loro insieme “, ha dichiarato il Dr. John Nkengasong, direttore dell’Africa CDC. Sistemi che però non sono mai stati ben finanziati e per questo, come evidenziato dagli esperti, sono vulnerabili.

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