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Murale dedicato a Leonardo Zanier al Villaggio del Sole

Imbrattato il murale

Il 2025 da poco concluso,  ha lasciato un’ onda lunga di polemiche, dispute, diatribe non tanto sulla figura di Leonardo Zanier  – poeta carnico scomparso nel 2017 – quanto sull’uso della lingua utilizzata nella poesia che abbiamo scelto, per accompagnare  il murale di Zanier. Del protagonista impresso sul muro di piazzale Carnia al Villaggio del Sole, poco si è parlato tranne che nella inaugurazione che abbiamo fatto il giorno 31 dicembre.

Leo Zanier, ancora una volta, ha portato scompiglio, provocato dispute per non aver scritto la poesia Doman in carnico. Il mondo “friulano” si è mobilitato per difendere l’identità, la lingua, il popolo. Davide Sciachittano nella sua pagina facebook , presenta così la questione: ” Friuli pulizia etnica delle parole? Come un murale rivela la paura di esistere di un intero popolo” .

Siamo stati colti di sorpresa e anche amareggiati per questo sollevar di scudi  quasi che, dalla mancata scrittura della versione carnica della sua poesia, dipendano i destini della lingua friulana, dell’identità del popolo friulano.  Non abbiamo mai pensato di favorire la pulizia etnica dei friulani dedicando a Leonardo Zanier un murale. Al contrario abbiamo valorizzaato la figura del sindacalista, migrante e poeta, per incentivare le persone , di questo popolare quartiere, a conoscerlo, a riscoprire le sue poesie che Zanier, fin dall’esordio, ha curato le due versioni carnica e italiana.  Volevamo che il potente  messaggio umano e civile di Zanier, la sua lotta per gli sfruttati risuonasse in uno spazio condiviso e popolare come questo quartiere. Abbiamo scelto la sua versione italiana della sua poesia Domani, pensando fosse il mezzo più accessibile per far conoscere la sua figura a chi non non lo consceva.

Zanier parla degli abusi subiti dai nostri emigranti (difficoltà abitative, discriminazioni razziali, impossibilità di ricongiungimenti familiari ecc) che sono gli stessi che gli immigrati dei giorni nostri subiscono nella nostra città e non solo. Che senso ha filosofeggiare sul pensiero di Zanier che parlava degli stagionali al freddo nelle baracche e sulla tutela della lingua e dei valori friulani, quando a pochi passi dal centro i pakistani muoiono intossicati. Leonardo Zanier di certo era carnico, ma con uno sguardo sovranazionale e internazionalista da buon comunista sostituiva le Patrie con la solidarietà ai compagni di ogni appartenenza culturale. 

Questo mobilitarsi, rivendicare, chiedere di sostituire il testo in italiano con il carnico  (variante del friulano), questa attenzione  critica è legittima ma, forse,  dovrebbe essere destinata ad altri e non certamente attribuire al committente, che non è il Comune di Udine, o all’artista che ha sapientemente realizzato il murale. Queste critiche, questa energia impiegata a  difesa passionale della lingua, che i tanti commentatori hanno espresso e risposto al post del giornalista, dovrebbero essere indirizzate altrove e soprattutto a chi gestisce le politiche culturali e linguistiche a livello istituzionale – Regione, Comuni, enti coinvolti compresi -. È a questi soggetti che spetta garantire percorsi chiari di promozione e tutela delle lingue minoritarie, non a un murale nato con spirito civico e popolare.

La sua figura – il sindacalista e poeta – non appartiene solo ed esclusivamente a coloro i quali vedono la prospettiva identitaria e di difesa lingusitca . La figura di Leo Zanier rappresenta anche quella dell’anima dell’internazionalismo solidale, che parla a tutti gli sfruttati del mondo. Ecco perchè  il murale , da oggi, non è un punto di arrivo commemorativo, ma diventa un punto di partenza per un dibattito necessario ma spinoso: come si onora un poeta di lingua minoritaria in uno spazio pubblico? Si privilegia la massima diffusione del suo pensiero o il rispetto integrale della sua espressione originaria?

Siamo pronti a un dibattito che coinvolga l’intera comunità, e le sue amministrazioni  per riflettere insieme su come rispettare adeguatamente un patrimonio poetico e culturale di portata. Solo così Leonardo Zanier potrà continuare a parlare non solo al Friuli, ma a tutti coloro che credono nella forza della parola e nella cooperazione fra i popoli.

Nel frattempo qualcuno ha pensato alla traduzione….

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