L’Algorimo della farfalla
di Lucio Cascavilla e disegni di Giunia C.
Editore :Morsi ; pag 157; 12:00 €
Disponibile nella Biblioteca dell’Africa di Udine
Il titolo è già un manifesto. L’algoritmo rimanda ai meccanismi impersonali che governano il mondo contemporaneo — tecnologia, finanza, strategie militari, interessi multinazionali — mentre la farfalla richiama la fragilità dell’esistenza umana e la teoria del caos: piccoli eventi capaci di produrre conseguenze enormi. Immediato In questa tensione tra il freddo calcolo del sistema e la vita concreta delle persone risiede il cuore pulsante dell’opera.
Cascavilla ha costruito nel tempo una poetica coerente, fatta di impegno documentario e narrazione visiva. Ha scelto il fumetto perché cerca opere che possano durare nel tempo, che si possano leggere anche tra anni, al contrario di reportage e articoli orientati più alla notizia, destinati a invecchiare rapidamente. Substack Una scelta editoriale lucida, che fa di questa graphic novel qualcosa di più di un’inchiesta: un documento culturale.
Raccontare la storia di Lola, Ife e Laurent significa rompere un muro di silenzio: nei CPR non entra mai nessuno di famoso, ai giornalisti non è permesso entrare, e la verità si viene a conoscere solo quando qualcuno, grazie a qualche cavillo giudiziario, riesce a uscire e a testimoniare.
L’algoritmo della farfalla è un libro che inquieta, perché mostra come l’illusione di controllare la realtà attraverso modelli e calcoli si scontri con l’imprevedibilità della vita.In un’epoca in cui l’Italia discute di migranti quasi esclusivamente in termini di flussi, numeri e accordi diplomatici, quest’opera restituisce volti, nomi e storie. Non è un caso che il sottotitolo implicito dell’intera operazione sia, in fondo, semplicissimo: queste persone esistono.
Un’opera necessaria, scomoda, e proprio per questo preziosa.
