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	<title>Cuba; Trump; Resistenza Archivi - TimeForAfrica</title>
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	<title>Cuba; Trump; Resistenza Archivi - TimeForAfrica</title>
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		<title>CUBA: Non è il socialismo che fallisce. E&#8217; l&#8217;assedio che uccide</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 11:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba; Trump; Resistenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricovero in ospedale di Allessandro Di Battista (speriamo si risolva tutto per il meglio) ha contribuito a sollevare la...</p>
<p>L'articolo <a href="https://timeforafrica.it/cuba-non-e-il-socialismo-che-fallisce-e-lassedio-che-uccide/">CUBA: Non è il socialismo che fallisce. E&#8217; l&#8217;assedio che uccide</a> proviene da <a href="https://timeforafrica.it">TimeForAfrica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="color: #ff0000;"><strong><span class="light">I<em>l ricovero in ospedale di Allessandro Di Battista (speriamo si risolva tutto per il meglio) ha contribuito a sollevare la questione Cubana che nessuna diplomazia ufficiale vuole vedere , mentre i media si girano dall&#8217;altra parte, un semplice viaggio riaccende una domanda che la politica italiana evita da anni: chi ha davvero prodotto questa crisi, e perché nessuno lo dice ad alta voce?</em></span></strong></span></p>
<p dir="ltr"><strong><span style="color: #333333;">Il nostro punto di vista:</span></strong></p>
<h6 dir="ltr">Cuba non è mai stata lasciata in pace</h6>
<p dir="ltr"><span style="color: #333333;"><strong>Sessantacinque anni di blocco economico non sono un incidente della storia.</strong> Sono una politica, voluta, mantenuta, aggiornata di amministrazione in amministrazione — democratica o repubblicana che fosse — con un solo obiettivo dichiarato fin dal principio: piegare un piccolo paese caraibico reo di aver scelto la propria strada.</span></p>
<h6 dir="ltr">Una linea che non si è mai spezzata</h6>
<p dir="ltr"><span style="color: #333333;">Dal 1960 a oggi, contro Cuba si sono susseguiti: un embargo commerciale, finanziario e creditizio tra i più duri e duraturi della storia moderna; un&#8217;invasione fallita (Baia dei Porci, 1961); anni di operazioni clandestine di sabotaggio e destabilizzazione (Operazione Mongoose); decine di <a href="https://timeforafrica.it/wp-content/uploads/2026/08/soy_cuba__-1.jpg"><img class="wp-image-34872 alignleft" src="https://timeforafrica.it/wp-content/uploads/2026/08/soy_cuba__-1.jpg" alt="" width="218" height="273" /></a>tentativi documentati di assassinio di Fidel Castro; leggi extraterritoriali che colpiscono paesi terzi per il solo fatto di commerciare con l&#8217;Avana (Torricelli Act 1992, Helms-Burton 1996). Ogni anno, quasi tutti i paesi del mondo — inclusi gli alleati storici di Washington — votano all&#8217;ONU per chiedere la fine del blocco. Ogni anno gli Stati Uniti (con Israele) votano contro. Non è più opinione: è un dato che si ripete da oltre trent&#8217;anni, quasi senza eccezioni.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="color: #333333;">Chi conosce anche solo superficialmente questa storia — e non serve essere marxisti per farlo, basta leggere i documenti declassificati del Dipartimento di Stato — sa che l&#8217;obiettivo dichiarato negli anni &#8217;60 era esplicito: creare &#8220;disillusione e sfiducia&#8221; attraverso &#8220;difficoltà economiche&#8221; per portare &#8220;fame, disperazione e rovesciamento del governo&#8221;. Non è un&#8217;interpretazione: è scritto nei memorandum.</span></p>
<h6 dir="ltr">Il presente ha un nome e un cognome</h6>
<p dir="ltr"><span style="color: #333333;">Se qualcuno pensava che il record di ostilità appartenesse al passato, gli ultimi mesi lo smentiscono. <strong>L&#8217;amministrazione Trump ha rimesso Cuba nella lista degli &#8220;Stati sponsor del terrorismo&#8221; — una designazione che blocca l&#8217;accesso a finanziamenti internazionali, spaventa banche e fornitori terzi, e colpisce prima di tutto sanità e importazione di beni essenziali, non certo un&#8217;élite di potere che i mezzi per arrangiarsi li trova sempre. Ha inasprito le sanzioni sul settore energetico e sulle rimesse.</strong> E a orientare questa linea c&#8217;è, non a caso, Marco Rubio: cubano-americano di Miami, tra i falchi anti-castristi più storicamente intransigenti del Congresso USA, oggi ai vertici della politica estera americana — un uomo che della propria origine cubana ha fatto, per tutta la carriera politica, non un ponte ma un&#8217;arma.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="color: #333333;"><strong>Il risultato è una popolazione allo stremo</strong>: blackout prolungati, carenza di farmaci, carburante razionato, un&#8217;emigrazione di massa senza precedenti dal 1959. Chi guarda solo a questo e conclude &#8220;ecco, il socialismo fallisce sempre&#8221; sceglie di non vedere la variabile più semplice e più documentata: un paese sotto assedio economico permanente da oltre sei decadi non fallisce nel vuoto.</span></p>
<h6 dir="ltr">Sì, anche Cuba ha le sue colpe</h6>
<p dir="ltr"><span style="color: #333333;"><strong>Non si tratta di negare gli errori interni: un&#8217;economia centralizzata rigida, una burocrazia spesso inefficiente, un&#8217;élite di potere che non sempre ha condiviso i sacrifici richiesti al resto della popolazione, un pluralismo politico limitato.</strong> Chi ama Cuba per la sua storia di dignità e resistenza non le deve sconti facili. Ma pretendere di giudicare i risultati di un sistema economico senza tener conto che gli è stato impedito, sistematicamente e deliberatamente, l&#8217;accesso a credito, mercati, tecnologia e persino farmaci prodotti con più del 10% di componenti americani — questo non è analisi, è comodo revisionismo.</span></p>
<h6 dir="ltr">E l&#8217;Italia guarda altrove</h6>
<p dir="ltr"><span style="color: #333333;"><strong>Mentre la crisi umanitaria si aggrava, l&#8217;Italia</strong> — paese che pure ha relazioni diplomatiche e storiche solide con Cuba — <strong>resta silenziosa.</strong> Nessuna voce forte in sede europea per chiedere la fine del blocco, nessuna pressione reale, <strong>nessuna solidarietà concreta all&#8217;altezza della retorica di amicizia dei decenni passati</strong>. Si preferisce il silenzio diplomatico, comodo e a costo zero, mentre a pagare il conto sono ospedali senza farmaci e famiglie senza elettricità.</span></p>
<p dir="ltr"><strong>La solidarietà non è un gesto simbolico quando il problema è strutturale. È una scelta politica precisa: o si nomina chi ha creato questa crisi, o si finisce per esserne complici col silenzio. <a href="https://timeforafrica.it/wp-content/uploads/2026/08/Manifesti-offensivi-popolo-cubano.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-34873" src="https://timeforafrica.it/wp-content/uploads/2026/08/Manifesti-offensivi-popolo-cubano.jpg" alt="" width="1024" height="855" /></a></strong></p>
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